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Trento, 7 novembre 2025
MESSAGGIO DI SALUTO
DI LUCIA COPPOLA

AL CONSIGLIO FEDERALE DI EUROPA VERDE-VERDI DEL TRENTINO
in riunione sabato 8 novembre 2025

Carissime tutte e tutti, innanzitutto grazie di cuore per la vicinanza e i tanti messaggi affettuosi che in questo terribile mese e mezzo mi sono arrivati dritti al cuore. Ho avvertito forte il legame non solo politico ma profondamente umano che ci unisce. Che mi unisce ai Verdi del Trentino. Mi è capitata questa disavventura e l'ho accettata con tanta pazienza e coraggio, pur nella paura di non farcela, perché la situazione era molto grave (non è da tutti subire due sepsi in un mese, due operazioni in anestesia totale e tutto il contorno quotidiano di sofferenza), cercando di assecondare la vita nel bene e nel male come ho sempre fatto, senza opporre resistenza eppure resistendo. Che sembra un ossimoro ma non lo è.

Mi ha aiutato un fisico sano e l'amore incondizionato della mia famiglia allargata, che non mi ha mollato un istante. Quando respiravo a fatica chiusa dentro il casco del Covid, sempre con la minaccia di essere intubata, tenevo gli occhi ben aperti. Se dovevo morire sarebbe stato con consapevolezza. Così non dormivo mai, godendo di poter vedere ancora e ancora le facce dei miei figli, dei miei nipoti da nonna e da zia, di mia nuora. Dei miei amatissimi fratelli e di mia sorella che, vincendo la mia cocciutaggine, mi aveva costretto a chiamare l'ambulanza. Probabilmente salvandomi la vita. Incredibile che tutto ciò sia avvenuto per un sasso di un centimetro, un calcolo ai reni che si era infettato e aveva mandato ko tutti gli organi. Soprattutto il cuore e I polmoni. Niente funzionava più.

Gli ultimi anni mi hanno pesantemente messo alla prova, ma ho sempre ringraziato per l'opportunità di poter lavorare e impegnarmi insieme a voi, cercando di superare la perdita dell'amore di tutta una vita, il mio compagno, il mio amico, il mio mentore e sostegno, affrontando la solitudine e lo sperdimento che hanno accompagnato questi quasi tre anni dalla sua morte.

Quando ero una ragazza si diceva che il personale è politico e in questa occasione l'ho toccato con mano. Passando dalla Rianimazione, un girone dell'inferno popolato da angeli, all'Alta Intensità, poi alla Media, e non è finita, ho avuto modo di riflettere sulle mie tante interrogazioni, mozioni e ordini del giorno sulla sanità trentina. Ho osservato in presa diretta l'impegno e la dedizione, il coraggio e l'abnegazione di tante ragazze e ragazzi, oss, infermieri, medici, portantini, addetti alla logistica, a nutrirci, lavarci, coccolarci e consolarci. Ai meno giovani più stanchi e disillusi, memori di tempi migliori.
Provo per loro infinita gratitudine.

La sanità funziona grazie a questo stuolo di professionisti che non si ferma mai, che salta ferie e riposi, che trascura la propria famiglia, i bambini.

Che con estrema competenza e sempre col sorriso prova a salvarci la vita. E a rendere sopportabili i giorni del dolore.

Dicono che dalla Rianimazione si esce diversi, che c'è un prima e un dopo. Di certo questa esperienza dolorosa mi ha tolto molto, ma mi ha dato tantissimo. Ora, ogni volta che parlerò di sanità, lo farò di certo con più conoscenze e con la certezza che chi ci lavora merita molto, molto di più a livello di riconoscimento sociale, di stipendi, di garanzie per la qualità della propria vita umana e professionale.

Ho cercato, quando ho iniziato a riconnettermi con la realtà, di prendere in mano con Anna quel po' di impegno politico che mi compete, di seguire gli eventi, di leggere e informarmi. All'inizio era difficile anche scrivere un messaggio, leggere, pensare. Anche se sono sempre rimasta lucida.

Ringrazio tutte e tutti voi per l'impegno quotidiano profuso per i Verdi e per Alleanza Verdi e Sinistra, dentro e fuori le istituzioni, e vi auguro una buona assemblea.

Questi giorni crudeli, gli eventi catastrofici che attraversano il mondo, le guerre, la sofferenza di troppi esseri umani e del Pianeta devono continuare a informare il nostro agire politico quotidiano.

Anche se a volte è davvero difficile e verrebbe da dire "fermate il mondo, voglio scendere". Ma noi, che coltiviamo la concreta utopia di Alex Langer, non ce lo possiamo permettere. E come mi diceva sempre il mio Fausto, che i boschi li amava e li conosceva, dobbiamo imparare dagli alberi i cui rami, sotto la coltre di neve, si piegano senza spezzarsi. Il mio percorso verso la guarigione non è finito, perché ora devo liberarmi dei calcoli, ma ce la metterò tutta e spero di tornare presto operativa, come diceva il mio amico Aldo Pompermaier, che manca moltissimo.

Vi auguro tutto il bene, un cuore verde di speranza, pulsante e coraggioso, e tanta vita, che è preziosa e importante.

Ora lo so di più anche io.

E fra noi sempre lealtà, sincerità, rispetto, amicizia e affetto.

La bella politica dei Verdi del Trentino che non trascura le relazioni e si nutre dell'apporto di tutte e tutti.


Con molto affetto, ancora grazie,

Lucia

 

      Lucia Coppola

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